Bonjour à tout le monde! Come vi avevo già anticipato nell’articolo precedente, in questa seconda parte mi concentrerò nello specifico sul Museo Yves Saint Laurent sempre a Marrakech. Consiglio caldamente di far partire la vostra visita dal museo se volete anche poi visitare i Giardini Majorelle, in quanto la coda per il biglietto è più breve. Spesso tralasciato dalla massa dei visitatori, qui dentro non troverete molta ressa e potrete godervi meglio la visita. Per info e biglietti vi lascio il link qui.

Il progetto:
Progettato dallo studio KO, uno studio francese, il Museo Yves Saint Laurent è stato commissionato dal compagno Pierré Berger in onore dello stilista. La facciata sembra quasi tessuta da mattoni color ocra, colore tipico della città di Marrakesh, che gli dona tridimensionalità e unicità. I mattoni non sono gli unici materiali adoperati, il basamento della facciata è in marmo e la pavimentazione in cemento, alcuni dettagli in legno e metallo.

Non poteva mancare anche qui, accanto al bar/ristorante un elemento fondamentale della cultura araba: l’acqua. Se vi capita andate a pranzare in questo ristorante molto chic. All’esterno potrete ammirare una fontana con ampia vasca rivestita da piastrelle marocchine che dà un tocco molto minimal ed elegante, soprattutto per l’ampia vegetazione circostante. Il paesaggista Madison Cox che si è occupato della disposizione del verde, ha voluto utilizzare l’ampia varietà di vegetazione che cresce in Marocco. Troveremo palme, monstere, philodendrum, strelizie e papiri.

Gli interni sono semplicissimi, caratterizzati da pareti bianche e ampie finestre divise in quadrati che si affacciano verso il giardino e il patio.

L’esposizione:
Una delle parti fondamentali di questo museo è certamente l’esposizione di alcune migliori creazioni dello stilista. Il percorso inizia da una stanza completamente immersa nel buio e a poco a poco si possono intravedere i manichini dove sono adagiati gli splendidi vestiti e ornamenti. All’interno è assolutamente vietato scattare delle foto, ma forse credo sia meglio così, perché l’intenzione è quella di immergere totalmente il visitatore nell’universo Yves Sant Laurent. Musiche ed effetti visivi ci accompagnano durante tutto il percorso e poche sono le fonti luminose che strategicamente illuminano le creazioni dello stilista.

Una volta terminata la visita si accede direttamente al bookshop dove si potranno acquistare libri d’arte, d’architettura e biografie d’autore. Questa libreria prende ispirazione dalla prima boutique che Yves Saint Laurent ha aperto a Parigi nel ’66.

Spero che questo piccolo tour nel Museo Yves Saint Laurent vi sia piaciuto e di esservi stata utile per qualche consiglio. Prossimamente tornerò a parlarvi ancora di Marrakech, perciò stay tuned!
Bisous!
Link utili:
Yves Saint Laurent, sfilate. Edizione illustrata.
Yves Saint Laurent, monografia, editore: Harry N Abrams Inc; 01 edizione (16 febbraio 2010)

Che articolo bellissimo, è stato un piacere leggerlo!
Grazie mille! Non sai quanto mi scalda il cuore un commento così!
Tra rosa millennial e oro, anche questa volta Giulia ci sottolinea un bel punto di vista delle sue vacanze all’insegna della buona architettura!
In effetti non avevo notato che Marrakech fosse in trend con il colore tanto amato dai Millennials! Grazie mille per il commento! Bacione