Architettura contemporanea a Lisbona: Parco delle Nazioni (part 2)

Rieccoci cari amici! Oggi vi porto al Parco delle Nazioni, inteso come la quinta opera mancante dell’articolo precedente. Volevo dedicare un intero post solo per lui perché in realtà vedremo che questo sito comprende più di qualche opera architettonica. Questa volta ci spostiamo leggermente dal centro della città di Lisbona e vi porto in zona stazione dei treni. Non si tratta di una qualsiasi stazione, bensì di un’opera che si fonde al centro commerciale adiacente. Insomma vedremo come tutto il complesso sia collegato sia tramite passerelle che da funicolari.

Ma come è nato il Parque das Nações? Tutto quello che vedremo tra poco non era altro che una zona portuale dismessa, nella parte ad est lungo le rive del fiume Tago, composta da capannoni e magazzini, poi diventata sede dell’Esposizione Universale Permanente del 1998 (EXPO). Per approfondire cliccate qui. Trattandosi di una città di mare il tema era “Oceani: un’eredità per il futuro” e vi parteciparono 146 nazioni. In quell’occasione si toccarono temi riguardanti l’importanza che gli oceani hanno nel nostro mondo, come rispettare le risorse che l’ambiente marino ci offre e come prendervi spunto sia artisticamente che ambientalmente. Dal punto di vista “eredità”, credo che abbiano mantenuto questo aspetto perché tutti i padiglioni, alla fine dell’expo, sono stati riutilizzati e alcuni riconvertiti per essere utilizzati dai Lisboeti e dai turisti.

Parco delle Nazioni
Vista dalla cabinovia verso il Parco delle Nazioni. Si intravede in mezzo il Padiglione di Alvaro Siza.

Oceanário

La prima opera di cui vi parlerò sarà l’acquario di Lisbona, chiamato appunto Oceanário de Lisboa, link al sito qui, progettato dall’architetto americano Peter Chermayeff. In realtà non sto andando con ordine, perché la prima opera architettonica del Parco della Nazioni che ho visto è stata la Gare d’Oriente, di cui vi parlerò per ultima. Dò maggior risalto mettendola al primo posto perché quest’opera era stata concepita come punto focale di tutto il complesso del Parco delle Nazioni, dalla quale si sarebbe svolto tutto il tema dell’expo 1998, ossia l’oceano. Non per niente inizialmente lo avevano chiamato il Padiglione dell’Oceano e doveva rappresentare l’unione degli oceani del mondo attraverso la disposizione di varie vasche contenenti varie specie marine e vari habitat naturali, per simboleggiare, appunto, i quattro oceani.

parco delle nazioni Oceanário
Oceanário

La struttura architettonica vorrebbe imitare una sorta di nave, o isola, collegata con la terra ferma tramite una passerella. Alla fine di questa passerella ci si trova davanti all’entrata, e subito si viene inghiottiti letteralmente nel buio, per poi scoprire che al centro si trova una vasca centrale enorme a forma cilindrica, con all’interno varie specie di pesci. In questa vasca convergono le 4 vasche che rappresenterebbero L’Oceano Atlantico, Pacifico, Artico e Indiano, che si possono ammirare anche sia nel livello inferiore, sotto acqua, che sulla superficie dell’acqua.

Penso che non ci sia un modo migliore per rappresentare l’unione dei 4 mari, anche se dal punto di vista ambientale parlando questa cosa è stata fortemente discussa e criticata. Ad ogni modo ho trovato l’esposizione molto interessante e scenografica perché mette in risalto il focus di tutta l’esposizione, creando zone di buio per esaltare il blu dell’acqua e catturare l’attenzione verso tutte le specie marine al suo interno.

Parco delle Nazioni Oceanario pinguini
Una delle vasche esterne semi coperte. Da qui potete vedere dei pinguini

Secondo la mia opinione, architettonicamente parlando, questa struttura è più apprezzabile per i suoi interni che per la struttura esterna, visto che è stata volutamente lasciata abbastanza grezza nei suoi rivestimenti. L’esperienza che si ha al suo interno, è molto rilassante ed educativa, perché il visitatore si sente quasi partecipe, come se fosse anch’esso un pesce che si aggira nelle profondità degli oceani.

Parco delle nazioni Oceanario
Ho trovato Nemo!

Telecabine Lisboa

Una volta usciti dall’Oceanário, ci si può recare verso la funivia, o come si chiama ufficialmente Telecabina Lisboa. Credo che questo collegamento aereo sia perfetto per avere una visione d’insieme di tutto il Parco delle Nazioni. In questo modo potrete approfittare di riposarvi un poco ed essere trasportati dalla parte opposta del complesso. Infatti questa Telecabina unisce la parte a sud, Passeio de Neptuno (vicino l’Oceanario) con l’estremità a nord, Passeio das Tagides (davanti alla Torre Vasco Da Gama). In 10 minuti si percorrono ben 1230 metri, parallelamente alla sponda del fiume Tago, e attraverso un tettuccio soprastante potrete scattare qualche foto del panorama.

 

Parco delle Nazioni telecabine
Foto scattata dalla Telecabina in direzione torre Vasco Da Gama

Torre e Ponte Vasco da Gama

Dopo esservi “teletrasportati” con la cabinovia, vi ritroverete subito davanti alla Torre Vasco da Gama. Non vi ricorda, come aspetto, una famosa torre a forma di vela che si trova a Dubai? Ad ogni modo, inizialmente anche questo grattacielo era stato concepito come hotel e ristorante all’ultimo piano per l’expo ’98. L’architetto Regino Cruz si è sicuramente ispirato alla vela di una caravella e il nome Vasco da Gama è di un famoso esploratore portoghese (per approfondire vi lascio il link qui, di un libro molto interessante). Direi che siamo sempre in linea con il tema Oceano, scoperte e innovazioni.

Parco delle Nazioni Torre Vasco da Gama
Torre Vasco Da Gama vista dalla cabinovia

Anche il ponte riprende lo stesso nome dell’esploratore ed è stato inaugurato nel 1998 in occasione dell’Expo. Pensate che è considerato il ponte più lungo d’Europa e il nono in classifica di tutto il mondo. Esso infatti misura 17.200 metri e non è percorribile a piedi perché fa parte del percorso autostradale A12. Potrete quindi ammirare questa straordinaria opera in acciaio e calcestruzzo solo da lontano, lungo la riva del fiume.

Parco delle Nazioni Ponte Vasco da Gama
Ponte Vasco da Gama

Padiglione Portogallo

Sicuramente percorrendo a piedi tutta la riva del Tago, vi ritroverete davanti al Padiglione Portogallo progettato dall’architetto Alvaro Siza. Durante l’esposizione fungeva da ingresso monumentale e, allo stesso tempo, veniva utilizzato per ospitare le varie installazioni temporanee. Dalle linee minimaliste e semplicissime questa struttura colpisce sicuramente per le dimensioni, infatti la copertura è di circa 65 x 50 metri. Visto da lontano sembra quasi che il materiale della copertura sia di stoffa, delicatamente adagiata sulle pareti rivestite in pietra. In realtà essa è composta da una lastra di calcestruzzo di soli 20 cm rinforzati con cavi d’acciaio inossidabili. Altra cosa che Siza è riuscito a fare è stata di rendere l’intero “baldacchino” anti sismico. Infatti le due strutture, tetto e portici, sono strutturalemente indipendenti.

Parco delle Nazioni Padiglione Portogallo
Portuguese Pavilion, Expo 1998, Lisbon. Architect, Alvaro Siza

Gare do Oriente

Eccoci giunti al principio della nostra lista delle opere del Parco delle Nazioni. Come vi avevo menzionato all’inizio, adesso riprenderò a descrivervi la prima opera d’architettura contemporanea che io ho potuto usufruire e ammirare, la Stazione d’Oriente (Gare do Oriente in portoghese). Infatti, dopo l’aeroporto di Lisbona, questo è lo snodo principale della città perché è la stazione dalla quale partono tutti i collegamenti per le varie città del Portogallo. Ci sono passata almeno 4 volte, sia per arrivare in centro che per dirigermi a Porto e a Faro. Direi, quindi, che è una tappa abbastanza fondamentale e obbligatoria per i viaggiatori.

Devo ammettere però che inizialmente per la fretta non ho fatto molto caso a tutti i dettagli architettonici, proprio perché è una zona molto caotica e dove non si staziona poi molto. La seconda volta invece, in occasione della visita dell’Oceanário e di tutto il Parco delle Nazioni, sono riuscita a godere meglio anche di tutta la zona adiacente. Datele una “seconda chance”, magari passeggiando al suo interno mentre vi recate al Centro Vasco Da Gama.

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Questa imponente stazione, che comprende quella dei treni, della metro e dei bus, è stata progettata dal famosissimo architetto Valenciano, Santiago Calatrava. Ebbene si, costui è dappertutto! Si erge su tre livelli, sotterraneo, piano terra e piano sopraelevato per i treni, e non è per nulla difficile da orientarsi. Devo dire che dal punto di vista di imponenza, Calatrava non è stato da meno neanche questa volta. I materiali impiegati sono quelli dell’innovazione, ossia il vetro strutturale, il cemento e l’acciaio. A mio parere, l’architetto riesce a plasmarli creando forme inusuali e all’avanguardia, per nulla pesanti pur mantenendo il suo stile architettonico. A tratti ricorda una cattedrale gotica, per le forme degli archi e la leggerezza degli elementi strutturali.

Parco delle Nazioni Gare do Oriente Platform
Piattaforma dei Treni a lunga percorrenza. Credit ph: W.Rebel. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Gare_do_Oriente_0540.jpg

Piaciuto questo tour del Parco delle Nazioni? Sicuramente è un giro parecchio insolito e meno tradizionale che mostra una Lisbona più “futuristica”. Devo dire che non mi aspettavo di trovare così tanta architettura contemporanea a Lisbona, soprattutto concentrata in un unico posto. Lisbona è una città che ultimamente sta cambiando e sicuramente dovrò ritornarci per visitare il nuovo Museo d’arte, architettura e tecnologia (MAAT). Magari in futuro ve ne parlerò! Per oggi è tutto e sicuramente ci sentiremo molto presto!

Saudações!

Link utili: Guida Portogallo, Lonely Planet.

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