Le 5 opere architettoniche a Cordoba da non perdere tra antico e nuovo

Ben ritrovati amici! Inauguro il nuovo anno parlandovi dell’ultimo viaggio che ho intrapreso a fine 2017, anche questa volta, in Spagna. Le due città che ho visitato in questo mini tour sono state Cordoba e Madrid, perciò inizierò dalla prima città nella quale ho soggiornato e vi porterò alla scoperta delle 5 opere architettoniche che ho trovato più interessanti, sia dal punto di vista architettonico che storico.

Vi devo confessare, però, che non è la prima volta che atterro in terra Andalusa, in quanto tantissimi anni fa, come viaggio di quinta superiore, sono stata assieme alla mia classe a Siviglia, Huelba, Cordoba e Granada. Ammetto che di Cordoba non ricordavo proprio nulla, perché siamo andati a visitare un paesino vicino e non siamo stati nel centro storico. Devo dire che non mi aspettavo minimamente di trovare così tanti manufatti architettonici così ben conservati e mantenuti, ma soprattutto di trovare una città così intrisa di fascino antico.

Mezquita

La Mezquita:

Come prima opera architettonica non potevo non citare la celebre Mezquita, antica moschea del 785 poi divenuta Cattedrale. Durante il mio breve soggiorno nella città, è stata la prima cosa che ho potuto ammirare appena arrivata. Pur essendo sera, da subito mi ha colpito la maestosità e il fascino che emana, come se fossi stata catapultata indietro nel passato ai tempi della dominazione mussulmana. Davanti a un giardino di aranci, questa moschea sorge sugli antichi resti della chiesa visigota dedicata a San Vincenzo. Ha la forma di un quadrilatero con 19 navate e 856 colonne per lo più derivanti da templi romani. Un doppio ordine di arcate in pietra bicolore, bianca e rossa, sovrasta queste colonne conferendo un aspetto leggiadro all’insieme, creando un effetto che ricorda una distesa di palme.

Mezquita Cordoba

Il doppio ordine di arcate è stato suggerito dalle ridotte dimensioni delle colonne. Il primo ordine di archi è a ferro di cavallo, ripreso dalla tradizione visigota, il secondo ordine è a tutto sesto secondo la tradizione romana. Per un errore di costruzione il mihrab, nicchia dove viene custodito il corano è posizionata a sud invece che a sud est.

Nel 1236 Ferdinando III di Castiglia trasforma la Moschea in Cattedrale, costruendo la Cappella Reale. Nel 1500 il clero di Cordoba decide di costruire l’attuale cattedrale abbattendo numerose colonne e dando luogo all’attuale chiesa che mescola stili gotico rinascimentale e barocco. Lo stesso Carlo V non approvò questo sconvolgimento architettonico che si è rivelato , tuttavia, proteggere l’edificio nel tempo.

Mezquita Cattedrale
Vista verso l’altare della Cattedrale

Alcázar de los Reyes Cristianos:

Altra opera coeva della Mezquita è l’Alcazar, che non ho avuto il piacere di visitare per la scarsità di tempo e la coda chilometrica sempre costante all’entrata. L’edificio merita però una visita per l’importanza storica che ha avuto. Nato nel tardo medioevo come residenza visigota, è diventata successivamente una reggia califfale. In seguito è diventata l’alloggio dei reali di passaggio a Cordoba. Una curiosità, in questa sede Cristoforo Colombo chiese i finanziamenti per la sua futura impresa americana a Isabella di Castiglia. L’Inquisizione trovò qui il suo spazio e anche durante la più recente guerra di Spagna (1936-39) questo palazzo divenne un carcere.

Cordoba Terme Romane

 

Palazzo Viana:

Questo palazzo è stata una vera e propria rivelazione, perché mai mi sarei aspettata di trovare un tripudio di “patios“, tipici dell’architettura delle abitazioni andaluse. Infatti, anche solo se si passeggia per il centro storico, dalle strade si possono scorgere in maniera frequente, questi patii. Che voi andiate in un ristorante, in un bar, in un albergo, dentro un negozio o un’abitazione privata, il patio vi sorprenderà, per la luce che offre a tutta la casa. Ma da dove deriva questo elemento architettonico? Sembra che derivi dalla casa Romana. Il suo utilizzo offre al tempo stesso luce naturale e refrigerio nelle calde ore estive. Al centro spesso è posizionata una fontana, di piccole o grandi dimensioni e lo scorrere dell’acqua contribuisce a dare una sensazione di relax in combinazione con gli elementi floreali ed arborei presenti.

Residenza nobiliare da 500 anni, ha visto avvicendarsi 18 proprietari tutti di nobili natali, che hanno preservato e migliorato le dimensioni di questa casa e dei suoi giardini. Attualmente ricopre un’estensione di 6500 mq, giardini compresi.

Palazzo Viana con i suoi 12 patios tutti uno diverso dall’altro, è uno degli esempi più eleganti e sensazionali di questo antico elemento architettonico. Tutta la vegetazione mediterranea e le essenze aromatiche sono presenti in questi giardini. Nonostante il periodo della mia visita invernale gli alberi di agrumi erano carichi di frutti e molte piante fiorite. Cerco di immaginarmi cosa potrebbe essere in primavera. Infatti proprio in primavera a Cordoba si svolge il Fesival de los patios, con premiazione finale per il miglior patio.

Museo Madinat al-Zahra:

Questo museo (progettato dallo studio Nieto Sobejano Arquitectos, del 2009) e il suo sito archeologico, che dista  8 kilometri da Cordoba, è un luogo fondamentale per capire le origini della città. Si può raggiungere agevolmente con un taxi in 20 minuti al massimo. Il consiglio che do è quello di visitare prima il museo (gratuito) e successivamente il sito archeologico per mezzo di una navetta (a pagamento). Il museo è stato inaugurato nel 2009 da Reina Sofia e ha valorizzato enormemente questo sito archeologico. Il biglietto è gratuito perché gode del patrocinio della comunità economica europea, senza il quale non sarebbe sorto il museo.

Medinat al zahara
Ingresso del museo

Il sito esprime i resti di un’antica città califfale risalente al 936. L’organizzazione della città è articolata su 3 terrazzamenti che comunicano fra loro attraverso rampe. Questo sembra fosse stato concepito per far transitare i cavalli fino al palazzo del Califfo che si trova al terrazzamento inferiore. Restano ancora archi decorati del palazzo califfale  e della moschea.

medinat-al-zahara

medinat-al-zahara

Centro di arte contemporanea:

Prima di partire per Cordoba mi ero documentata sulle eventuali opere architettoniche contemporanee e ho trovato questo nuovissimo Centro di arte contemporanea (link qui) inaugurato nel 2013. Progettato anche questo dallo studio di architettura di Nieto Sobejano Arquitectos è stato concepito come un grande spazio aperto dove il motivo esagonale si ripete spesso anche nelle pareti verticali e raccoglie opere di artisti andalusi e internazionali. Inoltre contiene anche una mediateca e una sala audiovisivi.

Veduta aerea del Centro di Arte Contemporanea
Veduta aerea del Centro di Arte Contemporanea, credit: http://www.archiportale.com/news/2013/04/architettura/andalucia-a-córdoba-l-arte-ha-una-nuova-casa_33060_3.html

Centro Arte Contemporanea Cordoba

Se dall’esterno questo museo sembra molto chiuso ed essenziale, l’impressione che se ne ricava dall’interno è di un ambiente in cui la luce viene direzionata solo in determinate aree, tramite questi lucernari tridimensionali che invadono lo spazio espositivo. Il contrasto tra esterno e interno è evidenziato anche dalla scelta dei materiali di costruzione. Per gli esterni sono stati utilizzati dei pannelli prefabbricati in GRC (calcestruzzo rinforzato con fibra di vetro) di colore bianco, mentre le pareti interne sono in calcestruzzo, lasciate nel suo colore originale, come la pavimentazione continua.

Le forature che troviamo all’esterno contribuiscono, inoltre, ad illuminare gli interni e a dare particolari effetti di luce durante il giorno. La scelta di questo motivo esagonale che ritroviamo continuamente è dovuta dall’influenza dell’architettura islamica, tipica di tutta l’Andalusia.

Spazio espositivo a doppia altezza. Artista: Yoko Ono
Spazio espositivo a doppia altezza. Artista: Yoko Ono

Spero vi sia piaciuta questa carrellata di immagini che io stessa ho scattato e che vi sia stata di ispirazione tramite le mie impressioni e descrizioni. Tenetevi pronti che nel prossimo articolo vi parlerò di Madrid.

Besos!

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