Murano, alla scoperta della fornasa di Nason Moretti (parte 2)

Ben ritrovati amici!
Rieccomi con un nuovo post che questa volta si svolgerà nei locali della vetreria  Nason Moretti. In questa seconda parte vi parlerò in maniera più approfondita sull’origine e la lavorazione del vetro attraverso immagini che ho potuto scattare all’interno della fornace di Nason Moretti. Vedere la lavorazione del vetro è un’esperienza emozionante per la rapidità e la maestria con cui la massa vetrosa acquista la forma dell’oggetto definitivo. Si può vedere una fornace in attività durante la settimana del vetro che di norma si svolge a settembre, però durante tutto l’anno a volte si ha l’opportunità di visitare una fornace. Alla fine del giro in fornace ho visitato lo showroom che si trova nella parte adiacente alla fabbrica. Un tripudio di colori mi ha accolta e incantata dal fondo della sala dove sono esposti tutti i prodotti in vendita.

Nason Moretti
In primo piano la linea di vasi Antares, realizzati con la tecnica del vetro incamiciato

Da dove deriva il vetro?

Scoperto per caso dalla fusione di vari materiali in Medioriente, la lavorazione del vetro riceve un grande impulso in epoca romana, dove compare per la prima volta la tecnica della soffiatura. I reperti di epoca romana sono tuttora visibili al museo di Altino e le fogge di molti vasi, utilizzati dai romani come olle funerarie o come recipienti, sono tuttora modelli in uso. La diffusione del vetro a Murano è documentata da reperti di scavo nella  Basilica dei Santi Maria e Donato, risalenti al X e XI secolo.

Nason Moretti Fornace in funzione
Fornace in funzione

Origine e storia dell’azienda Nason Moretti:

Nason Moretti nasce da due importanti famiglie di vetrai muranesi, a partire dal 1923. La vetreria si specializza nell’esecuzione di complementi d’arredo per la tavola, come bicchieri, caraffe, centrotavola, vasi. La produzione si svolge su due linee, una classica ispirata a fogge tradizionali e una più contemporanea secondo modelli di design. La linea classica utilizza vetro trasparente con qualche variante rossa e bordature oro, la linea contemporanea invece ha forme semplici e osa di più con i colori. Una delle lavorazioni più tipiche di questa vetreria è la tecnica del vetro incamiciato che si ritrova in molti coloratissimi vasi. Nel 1955 con le coppette Lidia ottenute con questa tecnica, vincono il premio “Compasso D’oro“. Numerose le collaborazioni con importanti griffes come Tiffany, Armani, Valentino, Bottega Veneta e The Merchant of Venice.

Nason Moretti Showroom

Questa visita, a cui ne è seguita una seconda al mercatino del vetro di Natale, mi ha stimolato la curiosità nei confronti dell’arte vetraria e tutto il lavoro che ci sta dietro. Ho apprezzato le mises en place che si possono realizzare e che sono segno di grande raffinatezza, sia per la tavola moderna che classica. Vedrei volentieri a casa mia molti di quei pezzi. Durante la visita al mercatino di Natale ho portato a casa il mio primo bottino!

Conoscevate già questa azienda? L’offerta dei prodotti si presta a vari gusti e credo che molti troveranno oggetti interesanti dal design sempre attuale. Fatemi sapere se vi è piaciuto questo giro multi color e se vi ho incuriosito.

Nason Moretti Lampadario Oppio
Lampadario Oppio, design di Alfredo Chiaramonte e Marco Marin

Bacioni e a presto!

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