Murano, l’isola del vetro soffiato e delle fornaci (parte 1)

Salve a tutti!

Questa volta vi porto a Murano, altra isola della laguna di Venezia, famosissima per i suoi vetri soffiati. In occasione della settimana del vetro, che solitamente si svolge a metà settembre, ho approfittato per visitare il Museo del vetro, che non avevo mai avuto il piacere di vedere.
Murano è una classica meta che molti abbinano alla visita di Burano, in quanto si trova giusto a metà strada tra Venezia (fondamente nove) e appunto Burano. A parte il nome molto simile, queste due isole sono molto diverse. Se da una parte troviamo un’isola più piccola e super colorata, dall’altra troveremo una mini Venezia con il suo “Canal Grande”.

Murano

Murano presenta molto edifici in stile gotico veneziano e la maggior parte delle facciate sono lasciate con mattoni a vista. Inoltre la caratteristica ancora più unica è la presenza di molti edifici industriali, dove producono e soffiano il vetro, dette fornase.

Cenni storici:

Ci sono varie ipotesi sull’origine del nome ma pare che derivi da una delle porte di Altino, la porta Amurianae (in latino), divenuta poi una vera e propria località: Amuriana villa o Murrius. Viene citata per la prima volta nel 840 nel Pactum Lotharii, assieme ad altre località veneziane quali Rivo alto (Rialto), Olivolo (San Pietro di Castello), Metamauco (Malamocco), Chioggia e Torcello. Tutt’ora rimane l’isola più popolata di tutta Venezia, ad esclusione del Lido e della Giudecca, con circa 4500 abitanti, ma nel lontano 1291, anno in cui la produzione del vetro si spostò da Venezia a Murano, ne contava ben 30 mila. Quest’isola rimase per secoli quasi indipendente da Venezia, con un proprio governo (primo podestà fu Nicolò Contarini), con delle proprie leggi e una propria moneta, l’Osella

L’isola quindi ha origini medievali, romano-bizantine. La Basilica dei Santi Maria e Donato, prima edificazione del 950, ma rifatta nel 1125 è un perfetto esempio di architettura bizantina, composta da marmo istriano e da colonne una diversa dall’altra.

Nel decimo secolo a Venezia, pare che la produzione del vetro fosse già avviata, ma che per i frequenti incendi venne spostata a Murano. Leggenda vuole che l’arte vetraria fosse circoscritta dentro all’isola in modo tale che i segreti della lavorazione del vetro non si espandessero altrove.

Il vetro soffiato:

Non è chiaro quando iniziò precisamente la lavorazione del vetro a Venezia ma alcune testimonianze collocano le prime produzioni attorno al X secolo. Sembra che la tecnica del vetro soffiato derivi dai Romani i quali la appresero a loro volta dai contatti avuti con la Siria. Come ho accennato prima, da quando la produzione si spostò a Murano, il commercio e la sua diffusione migliorò notevolmente, ma è solo attorno al 1400 che il vetro di Murano divenne famoso in tutto il mondo, forse a causa del declino della produzione islamica.

Una delle lavorazioni più pregiate, il vetro cristallino, fu creata in quest’isola da Angelo Barovier, attorno al 1470. Quest’invenzione fu parecchio innovativa per l’epoca perché erano riusciti a produrre un vetro completamente trasparente, senza imperfezioni, comparabile al cristallo di rocca. Attorno al 1500 la fama del vetro muranese crebbe ancora di più grazie alla creazione di oggetti in vetro “a mano volante”, ossia a mano libera, tecnica che è ancora utilizzata. Il vetro quindi viene modellato e adattato per rappresentare piccoli o grandi oggetti, dagli animali ai fiori, dai celeberrimi lampadari ai vasi e calici.

Addirittura la categoria dei mastri vetrai era talmente rinomata che solo le loro figlie potevano sposarsi con un patrizio senza che egli perdesse il suo grado di nobiltà. Coloro che lavoravano e soffiavano il vetro avevano il divieto assoluto di lasciare la Repubblica di Venezia, fino al 1630, anno in cui la produzione del vetro entrò in crisi a seguito dell’ultima pestilenza. Gli oggetti in vetro soffiato avevano perso mercato e alcuni mastri vetrai espatriarono in Francia, e verso la fine del ‘600 per la diffusione delle tecniche vetrarie in Europa compare il primo vetro di Boemia.

Museo del Vetro:

Inizialmente questo palazzo, in stile gotico fiorito, fungeva da residenza patrizia e nel 1689 il vescovo di Torcello, Marco Giustinian sposta qui la sua sede e lo acquista per poi donarlo alla diocesi. Nel 1840 viene venduto al Comune di Murano e, su iniziativa di Antonio Colleoni, diventa museo/archivio nel 1861. Il percorso museale si articola in un’esposizione di opere vetrarie che vanno da ritrovamenti di epoca romana ad opere rinascimentali. Oltre a queste, troviamo veri e propri pezzi di design contemporaneo ed alcuni di essi sono ancora in commercio. Qui si trovano esposti gli oggetti più emblematici e famosi delle vetrerie più famose di Murano che hanno fatto la storia. Tanto per citarne qualcuna: Barovier e Toso, Dal Gallo (che ripropone l’incisione a punta di diamante), Serena (inventore del vetro ghiaccio e della filigrana).

Vista sulla loggia del Museo del Vetro Murano
Vista sulla loggia del Museo del Vetro

Cito brevemente altre dinastie di vetrai diventate famose nel 1500:  Ballarin, i Bortolussi, i Dragani, i Mozetto e i Della Pigna. Ritornando invece ai tempi nostri non posso non nominare le vetrerie più famose dal ‘900 in poi: Venini (famosissima la collaborazione con Carlo Scarpa), Seguso, Salviati e Nason Moretti.

Murano
Alcuni pezzi in vendita nello showroom di Venini, sempre a Murano.

Bene, per oggi è tutto, spero vi sia piaciuto questa piccola introduzione all’isola di Murano e all’arte vetraria. State sintonizzati che presto arriveranno altri approfondimenti e curiosità!

Bacioni!

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2 pensieri su “Murano, l’isola del vetro soffiato e delle fornaci (parte 1)

  1. Una città bellissima, dove ogni vetrina racchiude in modo diverso la tecnica del vetro soffiato, anche se piccola è un luogo da visitare.

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