Alla scoperta del Lido di Venezia: punta sud (seconda parte)

Salve a tutti!
In questa seconda parte della serie dedicata al Lido di Venezia parlerò della zona sud, in particolare del borgo di Malamocco e degli Alberoni, zona altrettanto importante sia dal punto di vita storico che naturalistico.

Come raggiungere Malamocco?

Partendo dall’imbarcadero del Lido a Santa Maria Elisabetta potrete trovare gli autobus pubblici Actv (linea A e B) . Altrimenti, come avevo già menzionato nell’altro post, potreste prendere a noleggio una bici o uno scooter da Venice Scooter Rental. Unica precisazione: se prendete la bici sappiate che avrete 9 km buoni da percorrere, per cui vi consiglio di prendere questo mezzo solo se avete molto tempo davanti e soprattutto molta voglia di pedalare! Durante il tragitto troverete qualche tratto di pista ciclabile, ma consiglio massima attenzione in alcuni tratti dove la carreggiata è molto stretta.

Lido di Venezia L'antico ponte del Borgo di Malamocco
L’antico ponte del Borgo

Prima tappa Borgo di Malamocco: dopo aver percorso tutta via Sandro Gallo e via Malamocco, attraversato il primo ponte, troverete alla vostra sinistra l’antico borgo di Malamocco, o Metamauco. Quest’ultimo è il suo nome antico che deriva dalla precedente isola ormai scomparsa. Questo è uno dei primi insediamenti insulari antichi assieme all’isola di Torcello e Mazzorbo. Questo borgo è circondato da un canale residuo dell’antico porto e anticamente a questo livello sfociava il Brenta. Successivamente, a seguito dell’erosione e di mareggiate la struttura del porto si è modificata. Più recentemente, per contenere il fenomeno delle acque alte, sono stati costruiti tre “miniMose” che vengono sollevati in caso di necessità.

Lido di Venezia Rio Terà Malamocco
Rio Terà (significa che un tempo era un rio, un canale ma poi è stato interrato)

Come potrete vedere molti edifici presentano uno stile gotico-veneziano e la struttura viaria ricorda quella delle calli, campi e campielli veneziani. Anche le indicazioni delle strade si esprimono con i “ninzioleti”. La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta risale al XII secolo con rimaneggiamenti del XIV e XVI secolo e il palazzo del podestà in stile gotico risale al XV secolo ed è attualmente una delle sedi del Comune. Nella prima settimana di luglio si svolge la sagra di madonna di marina

Lido di Venezia Malamoco Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà

Questo borgo rimane ancora una delle poche “isole di pace” della laguna veneziana, infatti nel Rio Terà ma anche nei vari campielli, non ci sono turisti e la vita scorre in maniera abitudinaria e tranquilla. Come una volta, i ragazzini giocano nei campi indisturbati, ed essendo tutta zona pedonale, non c’è alcun pericolo.

Dal parco e dalla riviera si possono ammirare dei splendidi tramonti, specialmente a fine estate. Da qualche anno hanno ampliato la riva, ristrutturato il marciapiede e messo panchine in legno e plexiglass.

Lido di Venezia Lungo laguna Malamocco
Lungo laguna Malamocco

Seconda tappa Alberoni: Riprendendo il vostro mezzo, vi consiglio di continuare a sud costeggiando sempre la laguna fino ad arrivare agli Alberoni. Non si sa bene l’origine di questo nome, ma si suppone che si chiami così per la florida vegetazione e le vaste pinete che arrivano fino quasi al mare. Durante il tragitto ci sono alcuni agriturismi, particolarmente attivi d’estate. Infatti molte persone prediligono questa zona perché è meno affollata e selvaggia. Sapevate che lo stabilimento “Alberoni” è stato il primo del Lido? Qui vi si può accedere liberamente, e a vostra scelta potrete sdraiarvi sul bagnasciuga o prendere a noleggio lettini e ombrelloni. Altro punto a favore è che l’acqua del mare è molto più limpida (rispetto a quella del centro del Lido) e vi è molto più spazio di spiaggia libera. Famosi per gli aperitivi in spiaggia sono il ristorante dello stabilimento e il chiosco vicino la diga “Macondo”.

Se invece volete godervi il tramonto sorseggiando uno spritz vi consiglio di andare in uno dei baretti in piazza Alberoni. Il mio preferito è il “No pasa nada” e vi assicuro che in estate è molto piacevole rilassarsi sopra la terrazza del locale.

 

Terza tappa Oasi WWF delle Dune degli Alberoni: Infine come ultima tappa, se siete amanti della natura, non dovete assolutamente perdervi l’oasi naturale del WWF. Essa comprende una pineta di 30 ettari gestita dai servizi forestali dello stato. Creata per proteggere il paesaggio delle dune e alcune specie di flora e fauna endemiche tipiche dei litorali alto-adriatici, questa oasi diventerà a breve ZSC (zona speciale di conservazione ). Qui nidifica il fratino e altri uccelli tipici della laguna.

Lido
Credit image: http://corrieredelveneto.corriere.it/

Anche per oggi è tutto dal Lido di Venezia! Spero vi sia piaciuto questo tour tra il mare e la laguna, inoltre fatemi sapere se ci siete già stati o se vi ho fatto venire voglia di fare un salto nella mia isola natia!

Se ti sei perso la prima parte del mio viaggio, ti invito a leggere: Alla scoperta del Lido di Venezia: punta nord (prima parte)!

Bacioni!

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1 pensiero su “Alla scoperta del Lido di Venezia: punta sud (seconda parte)

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