Burano e i suoi molteplici colori, alla scoperta degli angoli più inediti

Salve amici!! Finalmente, dopo una lunga attesa, vorrei ripartire con il botto parlandovi della mitica Burano e i suoi molteplici colori. Spesso quando si visita Venezia raramente si prende in considerazione le varie isolette che circondano la città, molto probabilmente perché sono più lontane e i tempi di percorrenza sono un po’ lunghi. Tuttavia anche il viaggio in motonave è un’esperienza piacevole sia d’estate che d’inverno, offrendo lo spettacolo della fauna e della flora lagunare.

Burano si può raggiungere con i mezzi pubblici da San Zaccaria lungo un percorso attraverso il Lido e Punta Sabbioni. Un altro percorso è sempre la motonave che parte da Fondamente Nove.

Burano
Vista dell’isola dalla motonave

Perchè parlo di Burano e i suoi molteplici colori?

La spiegazione verrà da sè non appena vi avvicinerete sempre di più all’isola. Ogni casetta ha un colore diverso dall’altra e i colori non sono “normali”, ma sgargianti, vibranti, saturi. Addirittura il regolamento edilizio vieta di cambiare il colore dell’intonaco di ogni casetta. Quindi se una casetta fin da principio è sempre stata gialla non può essere ridipinta di un altro colore. Probabilmente i colori stessi indicano un colore specifico di una famiglia di pescatori, oppure più semplicemente rendere visibili le abitazioni per chi giungeva via mare.

Da dove deriva il nome Burano?

Trovandosi l’isola nella laguna nord dove soffia spesso in inverno il vento di Bora, sembra che tragga origine da questo condizione atmosferica. Il nome primitivo era “Porta Boreana”.

In origine pare che il motivo per il quale queste casette venissero dipinte di colori molto sgargianti era per esser distinte e visibili durante i periodi di forte nebbia. In parte questa spiegazione risulta plausibile. Infatti molto spesso anche in altre isolette troviamo colori molto accessi, per esempio a San Piero in Volta (Pellestrina).

Se vi limitate solo al percorso “turistico” e allo shopping, vi perderete sicuramente alcune chicche cromatiche e abbinamenti di intonaco e fiori che secondo me sono azzeccatissimi.

burano case
Notate come tutto sia perfettamente tono su tono

Come isoletta è facilmente “instagrammabile”, vedo spesso turisti e turiste che si fanno fare foto accanto a queste casette multicolor usandole come sfondi, o semplicemente perchè qualcuno indossa una maglietta o un accessorio dello stesso colore.

Ma cosa visitare effettivamente in questa isola? Io quel giorno, stremata dal caldo mi sono infilata nel museo del Merletto. Per noi residenti è gratuito ma comunque non è molto costosa come entrata, il prezzo del biglietto intero è di 5.00€, mentre il prezzo del biglietto ridotto è di 3.50€. Questo piccolo museo in origine era la scuola del Merletto, e ora trasformata in questo piccolo museo a due piani, che fa parte del circuito Musei Civici Veneziani. Qui troverete dalle più antiche opere d’arte, quali quadri e oggetti, ma anche merletti veri d’epoca. Al piano terra oltre ad accogliervi un bel ambiente climatizzato, potrete anche informavi storicamente sull’origine e la storia di Burano e i merletti. Infatti già nella prima saletta al piano terra potrete guardarvi un breve documentario.

la scuola del Merletto Burano

Terminato il filmato si può continuare la visita al piano superiore, oltre a dipinti raffiguranti dame che indossano merletti, potrete trovare anche pregiati manufatti visibili attraverso cassettiere vetrate estraibili. I pezzi più pregiati sono veli da sposa e ornamenti nuziali nonché vestine da battesimo. Per rendere l’idea del lavoro che comporta la tessitura di un merletto è stata riprodotta una postazione con sedie impagliate tipiche del luogo. Il lavoro a merletto era un lavoro esclusivamente femminile e collettivo che serviva a trasmettere la conoscenza di “punti” particolari. Una di queste regole era il silenzio. Solitamente era un mestiere che si apprendeva in giovane età 10-12 anni e si continuava tutta la vita.

Burano sedie impagliate tipiche del luogo

Altra cosa da visitare è sicuramente la Chiesa di San Martino Vescovo e l’adiacente Cappella di Santa Barbara entrambe del XVI secolo. La forte pendenza del campanile è diventata il simbolo di questa isola.

Stavo quasi per dimenticarmi!! Dulcis in fundo, come si suol dire, non potete andare via da questa splendida isoletta senza due bei pacchi di “Bussolà” e di “Esse de Buran”. Non sono altro che biscotti a base di uova, farina, zucchero e burro che inzuppati nel latte o nel vin santo sono la fine del mondo! Si possono acquistare da “Panificio Pasticceria Garbo” o dalla pasticceria “Dolcezze di Fabio e Federica” o anche dalla “Pasticceria Palmisano Carmelina”.

Con questa dolce conclusione termino qua il mio breve articolo su Burano e i suoi molteplici colori, fatemi sapere che cosa ne pensate e se sapete altri aneddoti e curiosità!

Ci risentiamo presto con un’altra famosa isola di pescatori, questa volta Greca. Per cui mi raccomando stay tuned 😉

Basi!

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14 pensieri su “Burano e i suoi molteplici colori, alla scoperta degli angoli più inediti

  1. Isola stupenda.
    Recentemente un giovane scrittore di San Donà ha ambiento un suo “noir” proprio a Burano, proprio per il contrasto dei colori dell’isola con il nero della sua storia.

      1. Il Titolo è: “La luce nera della paura” edito da Scrittura & Scritture. L’autore è Massimo Rossi un ingegnere che è diventato scrittore (questo è il suo secondo libro). È un mio ex collega e amico. Se vuoi ti posso mettere in contatto.

  2. Molto interessante !!
    Noi italiani dimentichiamo i nostri tesori dietro l’angolo e spesso non li conosciamo proprio …

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