Architettura contemporanea a Valencia: le 5 (+1) opere da non perdere (seconda parte)

Salve a tutti! Rieccoci nella seconda parte delle 5 opere di architettura contemporanea da vedere a Valencia. In questo mio nuovo post vorrei parlarvi degli altri edifici che mi hanno maggiormente colpito, sempre nella zona del centro storico di Valencia o poco più fuori. Tutto quello che ho raccontato precedentemente e che racconterò da qui in poi è stato fatto, visto e fotografato in due giornate, con la mia amica e guida Carlotta.

Poichè il nostro scopo era quello di andare a visitare il Complesso architettonico delle Arti e delle Scienze, abbiamo deciso di incominciare il nostro “tour architettonico” dal principio, cioè intraprendendo una lunga passeggiata nel Parco del Tùria. Progettato da molteplici architetti e urbanisti tra cui Ricard Bofill, è uno dei parchi naturali urbani più grandi della Spagna, uno spazio verde che misura ben 110 ettari e lungo più di 9 km. Ma perché sono presenti ben 18 ponti che attraversano da parte a parte questo parco? Inizialmente il Tùria era un fiume, poi interrato e il corso è stato deviato in seguito ad una catastrofica alluvione del 14 ottobre 1957.

Inondazone fiume Turia
Foto storica dell’alluvione del 14 ottobre 1957. Fiume Turia. Valencia.
(credits:http://www.valenciacamperpark.com/2016/04/24/cauce-del-turia-rio-cultura/ )

Uscendo dal centro storico antico di Valencia siamo andate direttamente verso un altro ponte di Calatrava, il Pont de l’Exposició. Fu costruito tra il 1991 e il 1995 in sostituzione di un precedente ponte in cemento armato (distrutto durante l’inondazione del ’57). Esso attraversa le due sponde dell’ex fiume e, con molto timore, l’abbiamo attraversato e siamo scese, al livello inferiore, sul sicuro e solido terreno del vecchio letto del fiume. Purtroppo devo dire che la sensazione che si percepisce attraversando questo ponte in acciaio non è stata molto positiva, perché quando passavano le macchine si sentiva “vibrare” tutta la struttura. Dal punto di vista estetico credo che questa opera di architettura contemporanea possa piacere o meno mentre dal punto di vista ingegneristico credo che sia una costruzione molto ardita.

La visita di questo immenso parco può partire ben prima, dal Bioparco. Noi siamo partite dal mezzo, ma trovo interessante ammirarlo anche dall’alto dal Pont de la Mar.

Pont de la Mar o Pont del Mar (1591)

Quindi una volta che si è scesi da uno di questi ponti si potrà continuare la “promenade” architettonica. Devo dire che camminare all’interno di questo grande parco è stato molto rilassante. All’interno degli spazi verdi si trovano veramente qualsiasi tipo di essenza: dalle palme (che dominano), agli aranci e ai pini, dalle piante aromatiche ai roseti. Inoltre anche qui è presente l’elemento dell’acqua sotto forma di fontane, stagni e laghetti artificiali.

Questo spazio è stato concepito veramente per tutti, per adulti e per bambini, sportivi e non. Infatti sono molteplici le attività che qui vi si possono praticare. Sono state riservate piste ciclabili, progettato una sorta di skatepark, una palestra all’aperto e un minigolf. Non mancano di certo i punti di ristoro dove potersi fermare e contemplare il verde urbano. Nulla è stato lasciato al caso, anche i più piccoli troveranno sfogo al parco giochi “Gulliver“.

Consiglio caldamente questa “escursione” perché è veramente stimolante per tutti i sensi e visitabile in qualsiasi stagione, anche d’inverno. Secondo me questo luogo ha il potere di trasportarvi in un altro mondo, pur stando in un contesto cittadino. Ripensandoci provo una leggera invidia per i Valenciani che godono di questo polmone verde.

Jardin del Turia, architettura contemporanea
Pianta schematica del Jardin del Turia (credits:https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/ff/Jard%C3%ADn_del_Turia.png)

In particolare volevo soffermarmi anche su un’altra opera di architettura contemporanea: il Palau de la Musica. L’edificio è stato progettato da Josè Marìa de Paredes nel 1987 mentre il parco antistante da Ricard Bofill. Esso sta ad un livello superiore rispetto al vecchio letto del fiume e lo si può scorgere dal basso.

Se avete percorso tutto il complesso architettonico delle Arti e delle Scienze, vi consiglio di prendere un autobus e recarvi fino al porto di Valencia. Infatti davanti L’Oceanografic se attraversate la strada, potete prendere l’autobus n 92 e scendere alla fermata “Marcos Sopena – Eugènia Viñes”, camminate per 5 minuti e vi ritroverete di fronte al padiglione dell’America’s Cup “Veles e Vents” di David Chipperfield Architects (per approfondire vi lascio il link qui). Esso fu costruito tra il 2005 e il 2006 per ospitare, per la prima volta dopo 150 anni in Europa, il premio sportivo più importante e famoso al mondo nel 2007.

America's cup pavillion, architettura contemporanea,
Scala di ingresso al padiglione

Quando siamo andate noi ormai il sole stava tramontando e tutte le luci a led erano accese. Queste ultime mutavano di colore, passando dal verde, al blu al viola e al rosa. Per cui consiglio vivamente di andarci di sera o di notte. Questo padiglione è stato costruito con l’intento di essere un’opera temporanea. Infatti dopo quasi 10 anni non credo che stia reggendo bene il passare del tempo. Sicuramente però ha un forte impatto visivo da lontano.

Per concludere, l’ultimo giorno siamo andate appena fuori il centro di Valencia per visitare il Palazzo dei Congressi (1995-1997) di Sir Norman Foster (vi consiglio questo libro per approfondire). Premiato nel 2010 come Miglior Centro Congressuale del Mondo dell’AIPC, penso che anche questa opera di architettura contemporanea meriti di essere vista. Credo che sia quasi sempre chiusa al pubblico, tranne quando ci sono eventi o convegni. Infatti noi abbiamo potuto ammirarla solo esternamente. Progettato in cemento armato, acciaio e alluminio, è delimitato da due archi contrapposti di ampiezza diversa.

Palazzo dei Congressi

Inoltre come abbiamo già visto precedentemente, è presente anche qui il tema “architettura e natura”. Quest’opera si relazione bene con gli specchi d’acqua, la luce e gli spazi verdi. Infatti è un involucro trasparente, ad eccezione degli audiotori che sono oscurati per mezzo di pannelli.

Oltre all’edificio che ospita i vari convegni e riunioni, fanno parte del complesso anche i grattacieli che svettano tutt’attorno.

Anche in questo caso ci siamo recate verso il tramonto dove ho potuto immortalare gli edifici inondati da questa splendida luce dorata.

Con questo articolo si conclude la lista delle 5 opere architettoniche da vedere assolutamente a Valencia (+1, il pont dell’Exposicion). Spero vi sia piaciuto e che vi sia utile se un giorno visiterete la splendida Valencia! Lasciate un commento qua sotto se avete suggerimenti od opinioni a riguardo!

Hasta luego! 😉

This post is also available in: itItaliano

1 pensiero su “Architettura contemporanea a Valencia: le 5 (+1) opere da non perdere (seconda parte)

Rispondi