Architettura contemporanea a Valencia: le 5 opere da non perdere

Salve a tutti! In questo mio primo “break” architettonico volevo parlarvi del mio più recente viaggio che ho fatto a fine dicembre a Valencia. Dal titolo capirete subito che parlerò delle 5 opere di architettura contemporanea che secondo me non ci si può perdere assolutamente.

Dividerò questo articolo in due parti: nella prima mi concentrerò unicamente sul “Complesso della Città delle arti e delle scienze” progettato da Calatrava, che comprende 5 edifici, o meglio, come definirei io, “sculture architettoniche”; nella seconda invece parlerò di altri edifici di architettura contemporanea che vale la pena visitare. Se avete poco tempo direi che questo luogo così futuristico e innovativo è irrinunciabile.

Poco studiato nelle scuole di architettura e fortemente criticato per alcune sue opere  considerate “azzardate”, Santiago Calatrava trova a Valencia la sua massima espressione come architetto e ingegnere. Forse perché Valencia è la sua città natale , tutto ciò è stato progettato con estrema cura. Con queste opere Calatrava regala alla piccola città di Valencia un nuovo polo culturale dove arte, scienza e natura si incontrano. Per approfondire meglio le sue opere vi consiglio questo libro.

Il complesso architettonico sorge sul vecchio letto del fiume Turia e si stende per 350.000 m2. Assieme a Fèlis Candela, Calatrava progetta inizialmente il Palau del les Arts Reina Sofia. Quest’ultimo fu iniziato nel 1996 e fu concepito per ospitare il teatro dell’Opera di Valencia e l’Orchestra de la comunidad.

Provenendo dalla lunga passeggiata nel parco del Turia ci si ritrova completamente spiazzati di fronte a questo imponente e massiccio edificio a metà tra una navicella spaziale e  una nave da crociera. Non solo  le dimensioni ma anche  la forma sono molto aerodinamiche, slanciate e leggere verso  “prua”. Quest’ultima poi è sospesa sopra lo specchio d’acqua che circonda metà edificio. Questo non è altro che un preludio a tutto il tema marino che da qua in poi si susseguirà.

Tutti gli edifici infatti sono stati costruiti usando il cemento, l’acciaio e il vetro, inseriti tra acqua e  vegetazione.

Avanzando lungo il nostro cammino architettonico ci si imbatte ne l’ Hemisfèric, il quale ricorda molto la forma dell’occhio umano. Di giorno non si nota molto questa caratteristica che è composta da due involucri uno dentro l’altro. All’interno del primo si trova un planetario che consiglio  di visitare sia di notte che di giorno per poter intravedere gli interni luminosi.

A lato invece si estende l’ Umbracle, costituito da un parcheggio sotterraneo e sopra da una passeggiata con varie sculture e da un giardino botanico composto per lo più da palme e da vegetazione mediterranea. Quando sono andata io era pomeriggio inoltrato e vi era una bella luce dorata che donava preziosi effetti di chiaro scuro.

Scendendo una scala ci troviamo davanti al Museo delle Scienze Principe Felipe, imponente edificio sviluppato per una lunghezza di 30 metri, con una struttura esterna di acciaio e cemento bianco rinforzato che simula lo scheletro di un dinosauro.

architettura contemporanea,
Vista verso la facciata sud del Museo di Scienze Principe Felipe, il ponte e l’Agora

La facciata nord è composta da una grande parete di acciaio e vetro, composto da tubi metallici a forma d’arco, uniti assieme con parti che ricordano le costole e incorniciano le partizioni vetrate. La parte superiore è supportata da “rami d’albero” mediante un giunto con movimento rotatorio. Lo spazio interno è libero, dove viene usato un ridotto numero di pregiati materiali come l’acciaio, granito, cemento bianco e vetro. Le strutture chiamate “rami d’albero”  sono state costruite con speciali casseri parziali di grande misura.

Al pian terreno vi si può accedere liberamente senza pagare il biglietto e vi ho trovato un’esposizione temporanea della storia della bicicletta. Libero accesso è consentito anche per lo shop e il bar. Il museo vero e proprio si trova dal primo piano e il biglietto è acquistabile al piano terra. L’esposizione è famosa per ospitare uno dei più grandi esemplari di pendolo di Foucault. Molto interessante la sezione di paleontologia con reperti prevalentemente provenienti dalla Spagna. Numerose le aree interattive   che invitano il visitatore a sperimentare. Per gli appassionati di astrofisica e per i dilettanti c’è anche un simulatore di volo e un satellite, nonché riproduzioni di velivoli.

Usciti dal museo delle Scienze ci si dirige verso il ponte del L’Assut de l’Or che attraversa il vecchio alveo del fiume Turia e che a me ricorda molto un’arpa o una prua di nave stilizzata. Tutto ciò mi sembra essere una sintesi tra musica, architettura ed elemento naturale (l’acqua). La struttura è aerodinamica e leggera nonostante i materiali impiegati (acciaio e cemento).

Attraversato il ponte  ci ritroviamo di fronte all’opera ancora incompiuta e più recente denominata “Agora“. Essa è stata concepita per ospitare ogni sorta di evento culturale, uno spazio versatile che purtroppo non è sempre aperto al pubblico. La pianta è ellittica e in alzato ricorda molto la forma di una parabola, oppure di una conchiglia. Anch’essa riprende gli stessi materiali dell’architettura contemporanea: cemento, acciaio e vetro.

Per chiudere altro esempio di architettura contemporanea a Valencia vi è L’OceanogràficParco acquatico più grande d’Europa che ospita più di 45.000 esemplari di 500 specie. Ho potuto ammirare l’opera di Felìx Candela solo dall’esterno perchè il biglietto d’entrata era piuttosto costoso e inoltre non mancava molto alla chiusura dell’acquario. Vedendo altre foto di altri viaggiatori o siti che ne parlano è un luogo parecchio articolato e interessante anche dal punto di vista architettonico. Magari un giorno vi farò ritorno!

Entrata principale dell’Oceanogràfic
Oceanogràic-architettura contemporanea
Vista aerea dell’Oceanogràic (credit by visitvalencia.com

In ogni caso spero vi sia piaciuta questo mio primo articolo e le mie foto! Fatemi sapere se ci siete stati anche voi e che impressioni avete avuto. A presto parlerò nel secondo post di altri edifici di architettura contemporanea a Valencia poco distanti da questo complesso e appena fuori dal centro.

Stay tuned!

 

This post is also available in: itItaliano

2 pensieri su “Architettura contemporanea a Valencia: le 5 opere da non perdere

Rispondi